Lo svezzamento è una tappa di crescita comune a tutti i cuccioli di mammifero, compreso il cane;  è un momento biologico in cui l’alimentazione del cucciolo subisce una modificazione con l’introduzione di cibi via via maggiormente solidi ( dal latte al cibo rigurgitato dalla madre e parzialmente digerito fino alla comune alimentazione casalinga o industriale che sia )  e contemporaneamente vi è una spinta da parte della madre a fare in modo che il piccolo si allontani progressivamente da lei alla scoperta del mondo a alla conquista di una indipendenza sia alimentare che affettivo/sociale.
Da un punto di vista relazionale però un legame rimarrà come visto e studiato da David Mech nei gruppi famigliari di Lupi Nordamericani ove i cosiddetti branchi non sono altro che famiglie allargate formate da Madre, Padre e figliolanze ….
Quindi la madre col suo comportamento sarà di esempio al cucciolo affinchè questi acquisti competenze che lo possano introdurre nel mondo dei “grandi” ma al tempo stesso lo allontanerà da essa per stimolare in lui atteggiamenti da adulto.
Nel nostro rapporto col cane sovente non attuiamo nessun tipo di svezzamento in quanto per noi i nostri cani rimangono eterni cuccioli o peggio “Bambini Pelosi”, ma questo a chi giova? Non di certo al cane.
Premesso che i cani non sono bambini pelosi e ( sfortunatamente per loro ) i bambini pelosi esistono e non sono cani.

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Si chiama Prithviraj Patil. E’ un bambino indiano di 11 anni che soffre di una rara anomalia medica denominata nevus o irsutismo peloso. Ha i capelli che crescono su tutto il corpo e sulla faccia. Secondo gli specialisti il problema può essere risolto solo con un trattamento laser o con un’operazione di chirurgia plastica.

Mi soffermerò su come aiutare il cucciolo a diventare un cane adulto soprattutto da un punto di vista psicologico affinchè possa crescere sereno e sicuro di sè… Frequentemente mi si chiede aiuto dicendomi  : “quando esco di casa il mio cane si mette ad abbaiare ininterrottamente, e quando rientro trovo feci davanti alla porta e oggetti portati in giro per la casa … ecco vede il mio cane mi fa i dispetti .. “
Da un punto di vista “umano” quelo che afferma la persona che si rivolge a me per la consulenza può essere corretto, ma dato che il Cane è un Cane e non un bambino peloso, l’effermazione del cliente è totalmente errata, perchè in “canino” i dispetti non esistono…
Cani come surrogati di affetti mancanti o venuti meno, cani intesi come “figli” cino/antropoidi, cani mostrati come Oggetti Fashion ai quali è negato non solo il diritto/dovere di fare il cane, ovvero animale carnivoro, predatore, guardiano, difensore, pastore tutore della quiete del prorpio branco/famiglia, quindi competente e capace di ( …. ) ma anche il diritto di godere di quanto di più naturale ci sia al mondo … il camminare con le proprie zampe … o stai in braccio, o nella borsaatracollaportacanedipradache si intona col guinzaglino, oppure stai sul divano/lettoneconmamminaepaparino, e se devi fare la pipiina o la caccona solo sulla pezzina autoassorbentedeodorante allo chanelle n°5
HAOOO MA DE CHEE ???
C’è scritto CANE non TRUDY …
Credo che l’antropomorfizzazione sia la forma di maltrattamento più frequente e subdola che i nostri (in questo caso) mal capitati amici debbano sopportare… e con questo ci rimettono pure la salubrità mentale ed emotiva.


L’Ansia da separazione Canina secondo Pageat

Molti pensano che i cani si comportino in modo anomalo e distruttivo (scavare, masticare) durante l’assenza dei loro padroni solo per gioco o per rabbia, non immaginando che tutto ciò potrebbe celare una reale manifestazione di disagio. In realtà questi comportamenti sono spesso sintomo di una patologia nota come ansia da separazione.
Pageat sostiene che nei cani con cui si sia mantenuto un comportamento infantile, “il cucciolo a vita” , ove siano perpetuati dal proprietario i comportamenti di cui sopra, “cane da grembo” , ove sia impedito al cane di fare il cane sviluppando le naturali competenze prosociali con la stessa specie e con specie diverse ( uomo ), si assiste ad un arresto dello sviluppo emotivo e caratteriale con una regressione ad un legame vischioso esclusivo e patologico con il proprietario/mamma, che porta il cane alla più totale disperazione nel momento in cui il proprietario/mamma si allontana da lui.

I sintomi

In vostra assenza:

  • Distruzione oggetti
  • Urinazione e defecazione inusuali
  • Abbaiare/ululare in modo eccessivo

In vostra presenza:

  • Manifestazioni di eccessivo attaccamento nei vostri confronti (il cane fa feste eccessive al vostro rientro, vi segue ininterrottamente, non vi perde mai di vista, diventa irrequieto quando capisce che state per uscire)

Come capire se il vostro cane soffre di ansia da separazione

Un modo per scoprirlo può essere quello di filmare il vostro amico quando siete fuori casa, anche perché molti cani con problemi di ansia si comportano normalmente quando il padrone è in casa con loro. Tuttavia, considerate che esistono anche altre patologie che si manifestano con sintomi simili; per questo motivo vi consigliamo di portare il vostro cane dal Medico Veterinario, che saprà individuare il vero problema del vostro amico.

Come curarla

La soluzione consigliata dai Medici Veterinari consiste in una terapia comportamentale e farmacologica.
Il trattamento farmacologico è necessario perchè il cane, quando è in preda all’ansia, ha limitate capacità di apprendimento; solo riducendo l’ansia la terapia comportamentale diventa efficace.
Il solo trattamento farmacologico, invece, contribuisce a ridurre i sintomi ma non ne elimina la causa.
Il trattamento farmacologico si basa su prodotti che diminuiscono lo stato di stress ed ansia del cane.
La terapia comportamentale, che è un insieme di tecniche di modificazione comportamentale, che si basano sui principi di desensibilizzazione e controcondizionamento, ha lo scopo di ristabilire una relazione equilibrata con il proprietario e stimolare maggiore indipendenza dell’animale.

Una disciplina molto rigida può servire in caso di ansia da separazione?

Assolutamente no! I cani che soffrono di ansia da separazione non sono in grado di controllare il proprio comportamento.
Quindi punirli per questo sarebbe sbagliato e controproducente e aumenterebbe il loro stato di ansia e di stress.

Ecco alcuni semplici consigli per insegnare al vostro cane a restare da solo

Prima di uscire

  • Il proprietario non deve prestare attenzione al cane nei 20-30 minuti precedenti l’uscita.
    Il distacco deve avvenire senza enfasi nè particolari rituali di commiato.
  • Il proprietario deve lasciare un particolare giocattolo o cibo per distrarre il cane quando esce e da togliere quando rientra. Deve essere qualcosa di speciale, come una ciotola piena di cibo, che consenta di associare il distacco a qualcosa di positivo e che tenga occupato il cane quando il padrone esce.

Al ritorno

  • Il proprietario deve ignorare il cane finchè non è tranquillo e rilassato, quindi interagire con lui di propria iniziativa. Interagire quando il cane è tranquillo premia il suo comportamento adeguato.
  • Il proprietario non deve sgridare il cane per un comportamento distruttivo o per aver urinato o defecato in casa. Il proprietario deve capire che il cane non può controllarsi quando è da solo. La punizione può solo aumentare l’ansia, anche perchè, al contrario di quanto pensano i proprietari, il cane non stabilisce un rapporto tra quella punizione ed il precedente comportamento inappropriato.
  • Il proprietario non deve rimuovere urina o feci in presenza del cane. Il gesto di pulire davanti al cane può essere interpretato come un comportamento esplorativo o un invito al gioco, che spingerà il cane a ripetere l’eliminazione inappropriata.

A casa

  • Il proprietario deve interagire con il cane solo di propria iniziativa, quando l’animale è tranquillo. Il proprietario deve incoraggiare l’indipendenza dell’animale evitando un contatto fisico protratto con il cane.
  • Il proprietario deve insegnare al cane a rimanere calmo mentre si allontana, aumentando gradatamente la distanza e il tempo dell’allontanamento. Il proprietario deve insegnare al cane a rimanere seduto mentre si allontana, premiando il suo comportamento adeguato. Aumentare gradualmente la distanza e il tempo della lontananza aiuta l’animale a diventare indipendente e ad affrontare la solitudine.
  • Il proprietario deve compiere i gesti che preludono al distacco (es. indossare il soprabito, maneggiare le chiavi dell’auto) in momenti diversi da quello dell’uscita. Il cane può andare incontro a un peggioramento dell’ansia quando percepisce l’imminente uscita del proprietario. Questa tecnica lo aiuta a rimanere indifferente a quelle particolari gestualità che esso associa all’uscita del padrone. 
QUINDI, LA MORALE è SEMPRE QUELLA:
 
il bambino peloso non è un cane e il cane non è un bambino peloso; mentre il primo può essere curato con l’epilazione radicale al laser…
il secondo ha invece il diritto di NON ammalarsi D’ANSIA perciò un cane dovrà essere trattato da Cane NON da Bambino e nemmeno “da cani”
 Max Vismara