ogni giorno è speso bene se si impara almeno una cosa….

la massima sopra riportata, da me mutuata come “massima” personale ma di cui non ricordo l’autore, mi porta ad introdurre l’argomento in questione , I TEACHING DOGS* ovvero i cani insegnanti.
Già su questo Blog l’argomento è stato trattato riportando un testo di Angela Stockdale, alla quale farò riferimento anche per questo nuovo scritto che se pur integrato con frasi letteralmente copiate dagli scritti dell’autrice e ricercatrice Inglese presenterà anche la mia personale esperienza.
Ho sempre riposto molta fiducia nelle capacità di apprendimento dei cani soprattutto se quello che viene insegnato loro lo si esprime nel loro linguaggio, chi dunque meglio di un cane riesce e sa comunicare con un altro cane ? la risposta è scontata.
Non è scontato però che tutti i cani sappiano ben comunicare sino ad essere degli insegnanti per i
co-specifici che per tanti motivi, primo tra tutti il troppo ed esclusivo ( e sottolineo esclusivo )  contatto con l’uomo hanno disimparato a relazionarsi con altri cani.
Mi preme insistere su un concetto, il cane è un animale sociale ma non per forza socievole …. come per gli esseri umani ci sono cani che per attitudine personale, per passata esperienza o per predisposizione di razza non sono giulivi amiconi di tutti gli altri cani, e per questo il forzare Fido ad essere ad ogni costo il beniamino di tutti i membri quadrupedi del campetto di sgambamento quando per sua attitudine  preferisce farsi bellamente i fatti suoi è a mio avviso considerabile un atto di accanimento e  maltrattamento, soprattutto se il cane da segni di ansia e nervosismo, osservabili in sue posture e azioni come lo sbadiglio ripetuto e il continuo leccamento della punta del naso.

Ma come comunicano i cani …. ?
I cani comunicano tra loro attraverso segnali visivi ( movimento e postura ) olfattivi ( odori emessi da apposite ghiandole dislocate in punti strategici del corpo, quelli che i cani comunemente si annusano reciprocamente ) a vocali.
Ogni aspetto di ciò che ho elencato palesa uno stato d’animo e il conseguenziale comportamento.
Un cane emette la modalità comunicativa e questa sortirà una risposta coerente se dall’altra parte si trova un “colui” che la recepisce e la sappia interpretare; i TEACHING DOGS insegnano proprio questo, ad usare bene e soprattutto a capire come si ” parla canino “.

Cito Angela Stockdale:
 ” I Teaching dog insegnano ad altri cani a  riscoprire il giusto modo di comunicare. 

Un cane che ha problemi coi suoi simili ha perso la sua capacità di comunicare nel modo giusto, a causa della sua storia personale (esperienze negative o mancanza di esperienze). Solo un cane con alte competenze sociali e con una naturale predisposizione ad insegnare può aiutare un cane che si trova in questa situazione. “
Alcuni mesi fa mi fu portato un Border Collie con apparente problema di socialità, il povero cane passava all’agito aggressivo non appena scorgeva a 20/30 metri un co-specifico, maschio o femmina che fosse, nella sua esperienza tutto ciò che assomigliasse ad un cane era visto come fonte di allarme e per difendersi (da un pregiudizio costruito attraverso negative esperienze di barbari metodi di costrizione e condizionamento a dovere a ogni costo socializzare ) il povero animale passava preventivamente all’attacco.
Messo a contatto con cani maggiormente avvezzi all’interazione intraspecifica, con una rete di protezione in frapponimento e con un opportuno training siamo riusciti a far si che il soggetto in questione arrivasse ad un livello di arausal adeguato tale per cui riuscisse  a interagire almeno senza aggredire gli altri cani.
Da quel momento si è verificato ciò che la Stockdale chiama lo scambio di segnali calmanti o di pacificazione: I Teaching Dogs sono particolarmente sensibili alle situazioni sociali, vorrebbero vivere in un mondo i cui i cani comunicano bene fra loro, senza incomprensioni e conflitti. E per loro può essere molto frustrante trovarsi in mezzo a gruppi di cani in cui tutto regna fuorché la calma e la comunicazione. Per questo, ha causa della frustrazione (spesso anche i padroni , che non li comprendono, contribuiscono all’accrescersi dello stress) , possono diventare problematici.”
A questo punto ho assistito ad una serie di scambi di modalità di approccio al nuovo arrivato che variavano in funzione del cane che gli si faceva in contro.
Non tutti però hanno interagito con il Border Collie, alcuni lo hanno osservato e poi apparentemente ignorato ( l’uomo non percepisce la comunicazione chimica olfattiva quindi non posso essere certo sul fatto del completo disinteresse da parte di alcuni).

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Riprende Angela Stockdale : ” I Teaching Dogs insegnano tutti alla stessa maniera?
No. Diversi Teaching Dogs  hanno diverse capacità di insegnamento e diversi ruoli preferiti.”
ogni cane cosiddetto Insegnante ha un modo personale di approccio che la Stockdale ha classificato in tre tipologie: ”  Mentor (mentore), Minder ( guardia del corpo) e Nanny ( tata).
1) MENTOR: è normalmente e tranquillamente assertivo per natura. Raramente gioca, se non  flirtando con soggetti dell’ altro sesso.Instaura legami forti, fra i più forti in assoluto, con cani di alto rango dello stesso sesso.
Un Mentor si rivolge ad un altro cane con  decisione, ma senza ostilità.
Tende  a non utilizzare il linguaggio del corpo per rilassare attivamente  un altro cane, ma  spesso basta  la sua  presenza per calmare  la maggior parte dei cani .
Se il Mentor  lavora all’interno di un  gruppo, osserva dai bordi e partecipa solo se assolutamente necessario. Può essere molto pigro! Sostiene  gli altri Cani Insegnanti, laddove necessario, indicando con l’esempio cosa fare in situazioni difficili, se l’altro cane insegnante non riesca a far fronte alla situazione.
Le reazioni degli altri cani ai mentori sono varie. Alcuni prendono una grande fiducia da loro e  sono molto rispettosi nei loro confronti. Altri possono trovarli intimidatori evitandone il contatto.
2) MINDER: I Minder sono, in generale, più dimostrativi di un Mentor e cercano l’interazione con un nuovo cane abbastanza presto.
Questo non significa necessariamente che invitino a giocare.
Se capiscono che il cane non è ancora pronto per quel livello di interazione, sanno conversare in un modo più sottile.
Se l’altro è preoccupato, ma mostra segni di essere pronto a correre verso di lui, il Minder starà fermo con la testa laterale verso il cane.
Il contatto visivo è fatto in modo intermittente  per controllare se l’altro si stia calmando o abbia l’intenzione di correre contro.
Una volta che il controllo della situazione è stato raggiunto, un Minder generalmente produce le attività in base allo stato emotivo dell’altro cane.
Può mettersi a  marcare, allontanandosi, per permettere all’altro cane  di controllare il suo odore e tranquillizzarsi prendendo così più informazioni sul suo conto.
Oppure può invitare l’altro cane ad  un gioco di stato, spesso istigando un inseguimento. Se l’altro cane mostra segni di tentativo di scacciarlo, il Minder girerà la testa verso di lui ed il contatto con gli occhi diventa più forte.
Non riposiziona il resto del corpo.
Se l’altro cane mostra segni di allontanamento, il Minder cessa l’interazione e si allontana,procedendo poi ad un’altra valutazione, a distanza, prima di riavvicinarsi.
In una situazione di gruppo, un Minder segue il gruppo da vicino e interrompe qualsiasi comportamento asociale o indisciplinato. Interrompe un comportamento inaccettabile frapponendosi fisicamente tra i cani e  restandoci fino a che la tensione scende. Quando i cani in questione si sono calmati, il Minder di solito si allontana e monitora da lontano, tendendo a non interagire con gli altri cani dopo che l’armonia è stata restaurata.
La reazione di un altro cane a un Minder può essere sia rispettosa che di sfida. La maggior parte dei cani riconosce un Minder come un cane forte e di solito lo  rispetta.
A volte ,al primo incontro, si posso svolgere educati giochi di stato.
Il Minder non induce naturalmente il rispetto come un Mentor, alcuni cani con limitate capacità di comunicazione canina e / o adolescenti possono sfidarlo.
Una volta che i cani hanno imparato a comprendere il ruolo del Minder ,di solito si riferiranno a lui per avere aiuto in situazioni future.
3) NANNY:  è il più sorprendente di tutti i Cani Insegnanti. Malgrado non sia la scelta preferita, una forte Nanny può anche assumere il ruolo di  Minder o Mentore, se necessario.
Le Nanny  sono cani estremamente generosi e sono felici quando tutti gli altri sono felici, compresi gli altri Teaching dogs. Rilassano un cane che è a disagio o è  anti-sociale, aiutano anche Mentor o Minder a rilassarsi. Pochi Mentori si stressano durante le sessioni di insegnamento, ma i Minders invece tendono a prendere il loro lavoro molto seriamente, a meno che non siano veramente molto esperti, quindi possono diventare tesi durante il lavoro.
Le Nanny  alleggeriranno il loro stato mentale.
Quando un Nanny  incontra un nuovo cane, osserva da lontano prima di effettuare un approccio. Tutto ciò che un Nanny fa, lo fa con il pensiero, riflettendo. Questo significa che spesso impiega più tempo nell’ approccio.
Se l’altro soggetto è conflittuale, la Nanny rimane forte nel atteggiamento, ma invita al gioco.
In una situazione di gruppo, inizialmente  monitora dal bordo del gruppo e poi si muove attivamente verso ogni cane individualmente per  verificarne il benessere. Questo dà  fiducia agli altri cani che sono consapevoli della sua presenza di sostegno, se dovessero averne bisogno.
Si concentra sui soggetti che si sentono più a disagio, che non sono necessariamente i cani che mostrano  un comportamento esteriormente asociale.  A volte sarà sufficiente seguire e camminare a fianco del cane che non sta bene e altre volte, invece, lo inviterà  al gioco. Dipende totalmente dall’ altro cane, da come  si sente.
Una Nanny eccelle nel riconoscere i segnali di stress in altri cani e decide cosa fare sempre consapevole di ciò che l’altro cane è in grado di affrontare.”
A questo punto è evidente che il comportamento di relazione dei Cani Insegnanti è una attitudine pro-sociale di vitale interesse per tutti i membri di un gruppo, perché lo rendono coeso stemperando ansie e tensioni.
Questi comportamenti però non hanno nulla a che fare con l’ordine sociale del gruppo, regolano le relazioni tra i membri stessi ma non interferiscono a livello di mantenimento di uno status.
I Teaching Dogs che lavorano insieme non sono un branco.
Non possono neanche, essere paragonati ai cani che vivono in gruppo in casa.Alcuni Teaching Dogs non vogliono collaborare con il proprio gruppo, ma amano lavorare con cani che vivono in altre famiglie.
Afferma Angela Stockdale “Non si può addestrare un cane insegnante. Un Teaching Dog è  nato tale. Le loro esperienze e situazioni di vita possono permettere o meno al loro potenziale di svilupparsi.
 E’ il momento di smettere di parlare e iniziare ad ascoltare i veri maestri. I cani stessi.
M.
per approfondire o contattare Angela Stockdale