Pubblico a tale proposito un articolo che ritengo molto educativo soprattutto dal punto di vista degli spunti di riflessione che la sua lettura porrà.
Si parla dell’idea Antropocentrica della intelligenza canina contrapposta alla stupidità della pecora se però bene analizziamo le parole di Minoli ci accorgeremo che noi esseri umani fraintendiamo cosa sia realmente l’ intelligenza del cane confondendola con l’ubbidienza.
Desidero ricordare che il cane è dotato di tre tipo di Intelligenza
Intelligenza Adattiva ( risoluzione problemi )
Intelligenza Istintiva ( le doti innate della razza )

e solo infine
Intelligenza Ubbiditiva ( capacità di eseguire un comando )
La prima rende il cane capace di adattarsi all’ambiente che lo circonda rendendolo il compagno versatile che tutti conosciamo, e questo tipo di intelligenza lo aiuta ad IMPARARE A RISOLVERE I PROBLEMI.

La seconda esalta la predisposizione del cane allo svolgimento dei compiti innati derivanti su base genetica dal progenitore Lupo ( comportamento del tallonare, radunare, comportamento paratorio, comportamenti di difesa territoriale ecc. )
La terza intelligenza è quella che l’ uomo sovrastima … ma sarà veramente così degna di importanza? 
(max vismara, “uno del branco”)

L’intelligenza del cane

Il cane da pastore e la pecora…un esempio di intelligenza o di “stupidità”?

(Spunto da alcune riflessioni di S. Budiansky – Se un leone potesse parlare)
Claudio Minoli
 

E risaputo che la pecora viene reputata un animale “stupido”, al contrario del cane da pastore che viene reputato un animale intelligente. Questo pregiudizio è ormai così radicato nel nostro modo di vedere gli animali che sarebbe possibile ampliare questo discorso e applicarlo alla gallina e alla volpe, due esempi considerati da sempre “stupida”la prima e intelligente la seconda.
Ma ritornando all’esempio del cane c’è da fare un’ulteriore precisazione; viene definito intelligente dalla stragrande maggioranza delle persone, quel cane che risulta essere obbediente al proprietario; di conseguenza quel cane è più o meno intelligente in relazione a quello che noi vogliamo che faccia. Ma la realtà mi porta ad esprimere, pensiero alquanto personale, che molti dei cani definiti “stupidi” in quanto disobbedienti, sono in realtà l’espressione di un’intelligenza “raffinata”, con caratteristiche decisamente più vantaggiose per se stesso. Con la stessa velocità con cui il cane “intelligente” apprende l’obbedienza, il cane “stupido” impara l’evasione.
E’ eccezionale quel cane che impara a tenere insieme un gregge di pecore, che le raduna e che a comando si stende a terra, che in pochi minuti riesce a portare un gregge di pecore nel recinto dedicato alle stesse. Quanti di noi non si lasciano impressionare da questo tipo di atteggiamento e quanti di noi non esprimerebbero la famosa frase “quel cane è proprio intelligente”?
E quanti di noi invece si farebbero impressionare da quel cane che dopo mesi e mesi di lezioni di addestramento all’obbedienza, cominciasse ad ignorare il comando “vieni” quando è impegnato ad esempio ad annusare o a scavare nel terreno?
La realtà è che entrambi i cani, il pastore e quello disobbediente, sono dotati della medesima intelligenza. Dal punto di vista dell’apprendimento formale, quella del secondo cane potrebbe essere considerata come una prestazione superiore, in quanto in questo caso il cane ha imparato a fornire una risposta condizionata: vieni se chiamato, a meno che tu non sia molto lontano e i vantaggi immediati dell’ignorare il comando siano maggiori rispetto a quelli derivati dall’obbedienza…
La differenza quindi tra “cani intelligenti” e “cani stupidi” è in gran parte una questione di temperamento differente, ma soprattutto è il nostro modo per definire l’intelligenza canina in funzione delle nostre utilità.
Un cane che mostra un comportamento eccessivamente dominante, molto spesso risulta essere inaddestrabile in quanto pone resistenza alla nostra autorità.
Se la maggiorparte dei cani risulta essere addestrabile è dovuto in buona misura alla propensione ad essere un animale sociale, abituati quindi a prestare attenzione agli stimoli esterni, al concetto di branco, all’applicazione del linguaggio del corpo e via dicendo fino alla comunicazione feromonale. L’istinto naturale di rispettare la volontà del capobranco. Ecco come molti degli esercizi richiesti inerenti l’addestramento del cane o la semplice educazione sono in realtà l’espressione di atteggiamenti atavici, facenti parte dell’istinto del cane. Il cane viene educato a vivere in casa perchè è nel suo istinto vivere in una tana e tenere pulito il suo covo. Si insegna al cane “a dare la zampa” perchè il sollevare la zampa a quella maniera è un naturale gesto di sottomissione. Al cane da pastore si insegna a sorvegliare un gregge di pecore perchè per generazioni sono stati selezionati ad enfatizzare quella parte di istinto naturale di caccia alle volpi che consiste nel girare intorno ad un gruppo di possibili prede e nell’isolare quella che fugge dal gruppo. E l’intelligenza non è relazionabile al fatto di non attaccare o non mangiare la pecora perchè contro il suo istinto naturale. Molti sono i cani che non mostrano alcun interesse a inseguire prede; i cani da guardia del bestiame come i Grandi Pirenei e i Maremmani sono stati selezionati per entrare in relazione con le pecore più come compagni di lettiera che come prede per comportarsi in maniera aggressiva nei confronti degli intrusi. Qui non si parla di intelligenza.
Quanto alle pecore, che consideriamo stupide, sono in realtà bravissime nell’apprendere e nel riconoscere gli individui dalle loro facce; capiscono rapidamente i nuovi programmi di alimentazione; sanno trovare buchi negli steccati. In alcune aziende agricole americano vengono addestrate al richiamo facilmente con adeguati premi . Nonostante siano animali sociali, le pecore sono animali schivi e paurosi e mancano del repertorio espressivo di segnali vocali e fisici di cui sono dotate altre specie, contando quindi di più sul diretto contatto fisico per stabilire e rafforzare la gerarchia.
Il loro temperamento e la loro dimensione inoltre la rendono inadatta al ruolo che puo’ competere ad un cane (un pecora da guardia???), e quindi non si pone la preoccupazione di addestrarle. Ma se qualcuno volesse allevare un agnello in casa e volesse insegnargli qualcosa, non dubito che riuscirebbe nel suo intento…
Claudio Minoli