Nella mia esperienza di allevatore, addestratore e gestore di un pensionato per cani, ho quotidianamente modo di interfacciarmi con colleghi, veterinari eproprietari di cani. Quando trattiamo argomenti come quello dell’importanza di vaccinare il cane, spesso ci si scontra sulla tematica durata di un vaccino, tempistiche di “richiamo” utilità e possibili effetti collaterali.
Fermamente convinto dell’utilità della profilassi vaccinale nel cucciolo e nel cane giovane, e per la garanzia di mantenere salubrità in ambienti in cui l’avvicendamento di animali porta anche facilmente a scambi di patologie, spesso il mio sapere vacilla confrontandomi con coloro che ritengono inutile vaccinare ogni anno i cani adulti e anziani; chi poi si rifiuta di vaccianere il cane per via di possibili effetti collaterali dati dall’uso del vaccino o motivandomi la scelta dicendomi che è tutto un business, riceve la mia nota di demerito, fermo restando che ho visto cani godere di ottima salute pur non essendo vaccinati ma sottoponendoli a cure omeopatiche e naturali …
Non avendo lo scopo e tanto meno il compito di fare il veterinario da Blog, soprattutto perchè non sono un medico, pubblico questo articolo scritto da un professionista veterinario affinchè leggendolo si possano avere informazioni utili e domande da porre a nostra volta al medico che si prende cura dei nostri animali domestici, per conoscere e comprendere meglio.

Articolo del Dottor Andrea Sergiampietri

Salve a tutti,
immaginando che questo argomento stia suscitando un crescente interesse tra i proprietari di animali vorrei presentare qui un sunto di quello che ho trovato su internet riguardo il tema della vaccinazione, dei richiami annuali, della durata della protezione immunitaria e degli effetti indesiderati.
Su internet ci sono numerose fonti autorevoli appartenenti al mondo accademico e alla comunità scientifica internazionale in generale; la maggior parte delle fonti considerate sono in lingua inglese.. e questo per noi italiani in particolare è un discreto ostacolo all’acquisizione di informazioni corrette per poter sviluppare un proprio punto di vista e trovare delle risposte sensate a domande come:
Servono le vaccinazioni?
Ogni quanto devo vaccinare il mio animale?
Ci possono essere effetti collaterali?
Per la salute del mio animale cosa posso fare?
Ho iniziato a ricercare nuovi approfondimenti sulle vacinazioni dopo aver letto su un quotidiano locale la storia di un cane che, dopo aver ricevuto la vaccinazione antirabbica obbligatoria, nel giro di pochi giorni aveva perso l’uso delle zampe posteriori.
La normalità è portare il proprio animale dal veterinario almeno una volta all’anno per fare la punturina di richiamo dei vaccini. Per molti veterinari questa è l’unica occasione per controllare lo stato di salute del paziente a quattro zampe.
Il controllo annuale dell’animale domestico consente di poter evidenziare sintomi lievi da non poter essere osservati dal proprietario e un pronto intervento terapeutico da parte del veterinario; quindi il far visitare almeno una volta all’anno il proprio animale è una cosa buona e responsabile.
Alla domanda del proprietario “Dottore, cosa devo aspettarmi dopo la vaccinazione?”, la risposta generalmente è “al massimo un rialzo febbrile nelle succesive 24 ore e l’animale più mogio del solito”
Solo che, dopo aver conosciuto la storia del cane paralizzato che si è aggiunta ad altre storie, meno gravi, di cui ero venuto a conoscenza in passato, ho trovato quanto mai necessario ricercare approfondimenti.
Al fine di privilegiare un’informazione quanto più corretta possibile ho selezionato i siti di organizzazioni ufficiali appartenenti alla comunità scientifica internazionale, di modo da poter presentare una sintesi che potesse essere accettata anche da chi “non crede” a forme alternative di medicina oppure storce il naso di fronte a teorie”dietrologiche e cospirazioniste” riguardo multinazionali del farmaco, governi e quant’altro.
Il mio obbiettivo è portare a conoscenza quello che è “lo stato dell’arte” in materia di vaccinazioni degli animali domestici, così come viene presentato dalle organizzazioni ufficiali che si occupano di salute animale e medicina veterinaria nel mondo, stimolando una vostra riflessione su questo punto.
Eviterò, per quanto possibile, di esporre la mia opinione personale.. vi invito ancora a verificare le mie informazioni e sviluppare una vostra opinione!

“Servono le vaccinazioni ?”

Tutte le fonti consultate asseriscono che la vaccinazione del cucciolo e un richiamo dopo 12 mesi sono necessari e sufficienti a sviluppare una protezione immnunitaria efficace nella maggior parte dei casi.
Come avevo scritto in un mio precedente intervento le malattie verso cui si vaccina sono pericolose nel cucciolo e molto meno nell’adulto.
Inoltre, anche questa non è una grossa novità, i vaccini vengono classificati in tre categorie: necessari, facoltativi, inutili o dannosi.
La grossa novità* è la risposta alla domanda:

“ogni quanto devo vaccinare il mio animale?”

Dicevamo.. dalla fine degli anni ’60 si affaccia il richiamo annuale del vaccino come buona pratica per proteggere la salute, questa diviene l’occasione per una visita generale all’animale. Poter visitare l’animale almeno una volta all’anno permette al veterinario di offrire un servizio migliore con la possibilità di curare sintomi ancora lievi prima che essi evolvano in quadri di malattia conclamata e grave.

Penso di poter affermare che con la nuova cultura della vaccinazione nasce anche la pratica veterinaria come la conosciamo oggi, con tutte le sue branche specialiste.. perchè se la cultura della salute animale fosse rimasta come negli anni 40..50..60.. il veterinario sarebbe rimasto il medico degli animali della fattoria (comparto in crisi cronica dal dopo guerra ad oggi) e avrebbe visitato ogni tanto qualche cane o qualche gatto, qualcosa di più nelle grandi città, con intervalli di tempo troppo ampi per poter prevenire e tutelare nel divenire la salute dell’animale.

All’inizio inoltre i vaccini era prodotti in modo anche molto diverso dall’attuale, erano meno sicuri e gli studi per valutare efficacia e sicurezza erano pochi e condotti con metodiche molto inferiori alle attuali.
Probabilmente le industrie farmaceutiche, che non sono organizzazioni di carità, fiutarono per tempo le possibilità che poteva offrire questo nuovo mercato.

Passano gli anni e il richiamo annuale diventa la consuetudine, i veterinari inviano cartoline di promemoria ai clienti e il mondo va avanti.. a un certo punto però qualcuno inizia a chiedersi quanto duri l’effetto protettivo del vaccino, per quante malattie si può vaccinare con un’unica iniezione (trivalente?tetravalente? eptavalente?) e qualcuno prova anche a raccogliere i casi in cui si sono verificati effetti collaterali.

Ogni quanto è necessario vaccinare il proprio animale adulto?”

Per poter rispondere a questa domanda bisogna sapere quanto tempo dura la protezione immunitaria conferita da una vaccinazione. Diciamo che varia da malattia a malattia, però è sicuramente superiore ad un anno, specialmente per quelle vaccinazioni considerate imprescindibili dalla WSAVA (vedere sotto).

Molto di più di un anno…: il professor Ronald D. Schultz, ordinario di biopatologia alla facoltà di medicina veterinaria del Wisconsin-Madison, lo diceva già nel 1978 e lo ripete 20 anni dopo
(Schultz, R.D. Current and Future Canine and feline vaccination programs. Vet Med 3: No. 3, 233-254, 1998.)

E’ noto quindi da 12 anni che:

Secondo l’ Associazione Mondiale Veterinaria dei piccoli animali (WSAVA) le vaccinazioni imprescindibili sono per il cane quelle che proteggono dal cimurro, dalla parvovirosi, dall’adenovirus e, ove è presente il rischio, dalla rabbia. Per il gatto le vaccinazioni considerate necessarie sono contro parvovirus felino, calicivirus e herpesvirus.
Il richiamo deve essere almeno ogni 3 anni (o più!), e quindi non annuale.. per evitare effetti collaterali derivanti dall’inutile pratica del richiamo annuale.
La WSAVA raccomanda inoltre l’utilizzo di analisi sierologiche per verificare il livello di protezione immunitaria determinata dalla vaccinazione di modo da poter effettuare il richiamo quando questo livello di difesa si abbassa. (http://www.wsava.org/VGG1.htm WSAVA Vaccination Guidelines Group 2007)

“Effetti collaterali…?”
 
A questo proposito vorrei soffermarmi proprio sulla vaccinazione antirabbica, tornata obbligatoria in diverse regioni e provincie italiane.
Premetto che ritengo comprensibile e normale che di fronte ad un’emergenza sanitaria, specialmente con una malattia come la Rabbia, trasmissibile dagli animali all’uomo con esito anche mortale, l’autorità competente prenda provvedimenti d’urgenza e obbligatori.
Ciò che non condivido e non condivide la WSAVA è il richiamo annuale dell’antirabbica visto che:

  • la protezione dura in realtà almeno 3 anni
  • esiste un’analisi di laboratorio per valutare quanto l’animale sia ancora protetto
  • gli effetti collaterali possibili sono numerosi come riporta un articolo pubblicato nel 2008 sul Journal of the American Veterinary Medical Association dal titolo inequivocabile: Postmarketing Surveillance of Rabies Vaccines for Dogs to Evaluate Safety and Efficacy

In questo articolo si fa riferimento ad un periodo di ossevazione di 3 anni, dal 1 aprile 2004 al 31 marzo 2007, durante i quali quasi 10’000 reazioni avverse alla vaccinazione antirabbica sono state segnalate ai produttori di questo vaccino, per il 65% gli animali coivolti erano cani.

Le reazioni avverse (e relativa percentuale) riportate nel cane sono:
Vomito-28.1%, Edema facciale-26.3%, Iedema e ponfi nel sito di iniezione-19.4%, letargia-12%, orticaria-10.1%, shock circolatorio-8.3%, dolore nel sito di iniezione-7.4%, prurito-7.4%, perdita di pelo totale o parziale nel sito di iniezione-6.9%, morte-5.5%, perdita di coscienza-5.5, diarrea-4.6%, ipersensibilità (non specificata)-4.6%, febbre-4.1%, shock anafilattico-2.8%, atassia-2.8%, zoppie-2.8%, dolore generalizzato-2.3%, iperattività-2.3%, croste nel sito di iniezione o forfora-2.3%, tremori muscolari-2.3%, tachicardia-2.3%, and trombocitopenia-2.3%.

Secondo gli autori di questo articolo le segnalazioni pervenute sono molto inferiori ai casi verificatosi, e quindi il fenomeno è largamente sottovalutato. (http://www.oes.org/page2/19365~2008_RABIES_Vaccine-JAVMA_Report_Adverse_Reactions_in_Dogs.html )

Riguardo la vaccinazione antirabbica voglio sottolineare che il veterinario esegue una prestazione obbligatoria per legge e neanche volendo può sottrarsi a questo obbligo.. quindi evitiamo la caccia alle streghe! I dubbi legittimi devono essere presentati a chi ha legiferato in materia..